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Asti, una campagna del Comune promuove il commercio a domicilio, ridotta la burocrazia

Asti, una campagna del Comune promuove il commercio a domicilio, ridotta la burocrazia

 

Il Comune di Asti ha preparato un video messaggio intitolato “Bugia nen state a casa, lo portano a domicilio” su You tube per comunicare a cittadini e esercenti della città le misure per la vendita a domicilio in questa fase emergenziale determinata dal Coronavirus.

La “Vendita a domicilio” può essere svolta dagli esercenti e artigiani che vendono generi alimentari (ad esempio bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, piadinerie, pizzerie da asporto, panetterie, negozi alimentari di vicinato etc) senza ulteriore attività burocratica se limitata al periodo emergenziale.

E’ responsabilità dell’operatore del settore alimentare adottare le misure necessarie ad assicurare il rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per il confezionamento che per il trasporto e assicurare il rispetto delle misure di prevenzione del Corona virus nella fase di consegna dei pasti al domicilio del consumatore. Per quanto riguarda la vendita a domicilio per generi non alimentari, questa può essere effettuata ma, in mancanza di specificazioni che potrebbero arrivare, è meglio presentare una Scia con allegata Scheda Anagrafica al Comune di competenza (possono essere firmate o digitalmente o normalmente a biro ma in questo caso serve allegare la carta di identità del firmatario), nel caso del Comune di Asti a protocollo.comuneasti@pec.it.

La documentazione per la Scia si trova a questi link:

http://trasparenza.comune.asti.it/archivio5_modulistica_0_17490.html SCIA per vendita a domicilio

http://trasparenza.comune.asti.it/archivio5_modulistica_0_17484.html Scheda anagrafica

Una volta inviata la pec si è in regola. Meglio ovviamente avere la stampa della SCIA con scheda anagrafica e dell’invio della stessa in caso di controlli.

L’assessorato al commercio, su indicazione del Vicesindaco Marcello Coppo, ha dato disposizione di creare una pagina sul sito internet del Comune di Asti per inserire l’elenco degli esercenti che rendono tale servizio.

Il vicesindaco Marcello Coppo dichiara «è un momento difficile per tutti e in special modo per le Partite Iva di cui faccio parte, non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla rassegnazione e quello che potrà fare il comune lo farà. Usare questo periodo per fare promozione dell’attività sui canali social, pubblicare foto e video dei propri servizi, creare delle mailing list o gruppi o pagine dedicate può essere un modo di occupare il tempo in modo che sia poco o tanto utile per concentrarsi sul futuro».

Il sindaco Maurizio Rasero, nel complimentarsi con il vicesindaco per l’attenzione verso le partite iva che saranno fondamentali nel momento della ripartenza e per il ritorno alla normalità, e sottolineando che questo non è il primo e non sarà l’ultimo intervento dell’amministrazione comunale, comunica che «al fine di essere inseriti nell’elenco, le attività interessate possono comunicare alla seguente email p.pozzebon@comune.asti.it e nell’ordine: ragione sociale, merceologia e/o servizi resi, numero di telefono, email, eventuali pagine social, eventuale sito internet dell’attività».

Per quanto riguarda i numeri di oggi martedì 17 marzo, Sono 12 i nuovi decessi in Piemonte di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 2 in provincia di Alessandria (entrambi uomini), 2 in provincia di Biella (un uomo e una donna), 2 in provincia di Cuneo (entrambi uomini), 2 in provincia di Novara (entrambi uomini), 3 in provincia di Torino (2 uomini e una donna), 1 uomo nel Verbano-Cusio-Ossola. Il totale complessivo è ora di 133 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 55 ad Alessandria, 5 ad Asti, 11 a Biella, 7 a Cuneo, 14 a Novara, 24 a Torino, 10 a Vercelli, 6 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 residente fuori regione (ma deceduto in Piemonte).

Il 69% sono uomini e il 31% donne. L’età media è di 81 anni.

Sono 1.897 le persone finora risultate positive al al virus in Piemonte: 323 in provincia di Alessandria, 90 in provincia di Asti, 96 in provincia si Biella, 119 in provincia di Cuneo, 150 in provincia di Novara, 749 in provincia di Torino, 113 in provincia di Vercelli, 76 nel Verbano-Cusio.Ossola, 46 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi.

I restanti 135 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 206.

I tamponi finora eseguiti sono 6.656, di cui 4.333 risultati negativi e 288 in fase di analisi.

Nella foto il vice sindaco di Asti Marcello Coppo nel video dedicato alla vendita a domicilio