• Home »
  • Eventi »
  • Asti, incontro in Comune sulla Mensa cittadina per risolvere le criticità
Asti, incontro in Comune sulla Mensa cittadina per risolvere le criticità

Asti, incontro in Comune sulla Mensa cittadina per risolvere le criticità

 

Il 18 febbraio si è svolto un confronto aperto tra l’Amministrazione comunale, nella persona del Sindaco Maurizio Rasero, e la Commissione Mensa Cittadina sul tema della refezione scolastica nella nostra città e delle criticità rilevate in vari plessi anche in questo anno scolastico.

L’incontro si è reso necessario dopo il susseguirsi di diverse segnalazioni di criticità pervenute ai referenti della Commissione Mensa.

Il sindaco e i funzionari comunali referenti per il servizio mensa, hanno ascoltato e accolto le istanze dei genitori con estrema attenzione ed interesse.

E’ stata accordata ai Commissari mensa la possibilità di riprendere i controlli sia al Centro Cottura che presso le scuole, previa procedura autorizzata dagli Rspp delle scuole e delle ditte che gestiscono il Servizio Mensa, ovviamente nel rispetto delle norme anti-Covid e con tutte le accortezze e i dispositivi di protezione necessari per contrastare la pandemia. Questo permetterà di rendere nuovamente effettivo il ruolo dei Commissari ed il valore dei controlli da questi svolti, a supporto della continuativa opera di vigilanza effettuata dal Comune, di cui gli stessi funzionari si sono impegnati a dare puntuale riscontro alla Commissione Mensa.

La Commissione Mensa Cittadina ha illustrato nel dettaglio i maggiori punti critici e l’Amministrazione comunale si è impegnata ad intraprendere un percorso regolare di incontri in gruppo ristretto per affrontare e cercare soluzioni concrete ad ognuno di questi:

  1. Miglioramento della qualità del servizio, in riferimento al numero di addetti preposti, sia nei centri cottura che nei refettori, con un costante controllo sulla qualità delle materie prime utilizzate, sulle quantità previste e sul mantenimento della temperatura dei cibi fino alla somministrazione.
  1. Proseguimento nell’introduzione nel menù di nuovi alimenti e ricette che concilino il principio di alto valore nutrizionale e sanità del pasto, come da linee guida nazionali, e fattibilità di somministrazione nei luoghi di refezione (classi/mense).
  1. Visibilità e riscontro sulle risultanze dei controlli effettuati direttamente dal Comune sia relativamente all’organizzazione del servizio sia al rispetto del capitolato da parte delle ditte.
  1. Introduzione graduale di scelte organizzative che permettano, sempre in ottemperanza al rispetto delle normative anti-contagio, di favorire una migliore fruizione del pasto da parte dell’utenza (abbandono del piatto tris e ritorno al piatto singolo, possibilmente di ceramica, reintroduzione delle posate in acciaio, dismissione delle bottigliette di plastica in favore di caraffe, erogatori, borracce personali).
  1. Riduzione graduale dei rifiuti prodotti nel servizio (posate, piatti, plastica) e dello scarto di cibo, attraverso vari interventi da concordare;
  1. Misurazione del gradimento del servizio di ristorazione scolastica da parte dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie, in collaborazione con gli insegnanti che vivono il momento del pasto insieme ai ragazzi.

Rispetto all’esito dell’avvicendamento tra le ditte appaltatrici il Comune si impegna ad informare prontamente circa la data del subentro da parte della ditta Vivenda spa, ricordando che il passaggio, che avverrà a breve, richiede tempo e organizzazione.

Verrà avviato un tavolo tecnico per affrontare e risolvere tutte le criticità. La data del primo incontro sarà sicuramente entro i prossimi 10 giorni. Seguirà un calendario dettagliato dei successivi incontri, ai quali faranno seguito comunicati puntuali alle famiglie rispetto alle soluzioni proposte e definite in modo condiviso.

La Commissione Mensa crede fermamente che per riuscire a dare un Servizio di refezione scolastica di qualità occorra creare una vera e propria Comunità del Cibo, fatta dal Comune, dai cuochi che preparano il cibo, dagli addetti alla distribuzione, dagli insegnanti, dai genitori e dagli stessi bambini, nonché dai fornitori delle materie prime, se possibile di filiera corta.