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Asti, celebrazione in Provincia del 25 Aprile, con un libro di testimonianze

Asti, celebrazione in Provincia del 25 Aprile, con un libro di testimonianze

 

Nel Salone Consiliare della Provincia di Asti, in occasione della Festa di Liberazione, si è tenuta la cerimonia di consegna del volume “Io c’ero. Cinquantuno storie tra fascismo e liberazione” di Laura Nosenzo, giornalista e scrittrice, e Loredana Dova, insegnante di Lettere, coeditato da Araba Fenice e dalla Provincia di Asti. Il volume è stato consegnato ai sindaci dei venticinque Comuni astigiani in cui sono ambientati i racconti. “Io c’ero” sarà ora regalato a tutti gli altri Comuni della provincia.

Dopo il saluto introduttivo del presidente della Provincia di Asti, Paolo Lanfranco, sono state lette in sala le motivazioni che hanno portato alla concessione della Medaglia d’Oro per la Resistenza all’ente provinciale astigiano il 17 maggio 1996.

Sono intervenuti, successivamente, il dottor Arnaldo Agresta, viceprefetto vicario della Prefettura di Asti, Giuseppe Goria, presidente della Provincia di Asti dal 1995 al 1999, le due autrici Nosenzo e Dova, l’onorevole piemontese Andrea Giaccone, il vice presidente della Regione Piemonte e già sindaco di Coazzolo, Fabio Carosso, e Gianfranco Imerito, assessore del Comune di Asti.

L’evento si è concluso con la foto ricordo di tutti i sindaci presenti con in mano il libro che, poco prima, gli è stato consegnato.

A margine dell’incontro il presidente Lanfranco ha commentato: «I valori di libertà, democrazia, giustizia sociale che ci consegna la Costituzione nata dalla Resistenza sono un riferimento attuale per tutti noi, cittadini e istituzioni». E sull’onorificenza della medaglia d’oro: «La Provincia di Asti, con i suoi 118 Sindaci e la cittadinanza, è onorata di essere insignita della Medaglia d’Oro, e guarda con ottimismo al suo futuro, forte di un passato di impegno civile, di generosità, di sacrificio».

Il presidente ha infine sottolineato l’importanza delle testimonianze raccolte nel volume di Nosenzo e Dova e l’alto significato, per l’ente provinciale, di esserne coeditore: «Con la pubblicazione di “Io c’ero” torniamo ad essere a pieno titolo, come previsto dalla Costituzione, un livello istituzionale da cui non si può prescindere per il funzionamento del Paese, anche sotto il profilo culturale».

 

Foto Provincia di Asti