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All’ospedale di Verduno il primo giardino terapeutico per i pazienti psichiatrici

All’ospedale di Verduno il primo giardino terapeutico per i pazienti psichiatrici

 

Prestare attenzione al “verde che cura” è uno degli aspetti innovativi che stanno spingendo la Fondazione Ospedale Alba-Bra, grazie al sostegno della famiglia Ferrero, a dedicare impegno e risorse nella creazione di un parco di 50.000 mq dentro e attorno all’ospedale a Verduno.

Un parco costituito da molteplici “healing gardens” (giardini terapeutici), differenziati per reparto, pensati nei mesi scorsi coinvolgendo direttamente il personale dell’ospedale, chiedendo come il verde adiacente alle degenze e/o ai servizi (spazi annessi all’ospedale quali corti, terrazzi, portici) potesse aiutare la guarigione dei pazienti e migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti.

Il percorso, iniziato con la progettazione partecipata affidata ai professori Giulio Senes e Natalia Fumagalli dell’Università degli Studi di Milano, ha raggiunto un primo traguardo con la realizzazione e la consegna delle chiavi del Giardino della Psichiatria lo scorso 29 luglio alla direttrice del Dipartimento di Salute Mentale dott.ssa Franca Rinaldi.

La Fondazione ha scelto di iniziare dal Giardino della Psichiatria proprio per l’estrema vulnerabilità dei pazienti in cura e la necessità di spazi alternativi da poter offrire ai degenti. Il giardino completa, così, un percorso di supporto al reparto iniziato a fine del 2020 con l’allestimento dell’area ricreativa del reparto grazie alla donazione da parte della Fondazione di due cyclette, un ping-pong, un bigliardino e un televisore 43’’ Samsung.

Spazi che consentono ai degenti di socializzare, di attenuare gli effetti meno piacevoli di un periodo di ricovero, in cui solitamente ci si sente privati della propria libertà e limitati nei propri interessi. Luoghi in cui le persone possono fare movimento che produce effetti benefici sia sulla sfera fisica, andando a migliorare quegli aspetti molto spesso legati alla collateralità da farmaci, che su quella mentale, aiutandoli a ritrovare la propria autonomia, a migliorare il rapporto con il proprio corpo, ad incrementare l’efficacia personale e a mitigare le pulsioni aggressive.

“Anzitutto vorrei ringraziare la Fondazione che ha dimostrato una grande disponibilità e sensibilità nell’accogliere le nostre richieste: gesti non così usuali e scontati – commenta la dott.ssa Franca Rinaldi –. Sapere di essere il Primo Reparto Psichiatrico in Italia con un giardino terapeutico dedicato mi emoziona. Ci impegneremo a mantenere questo spazio nel tempo e a farne un “luogo” di educazione al benessere che ha anche come obiettivo l’educazione a stili di vita salutari dei nostri ospiti. Come personale siamo a disposizione a ragionare con i professori dell’Università di Milano per avviare percorsi terapeutici valutabili e che portino a evidenze scientifiche sull’affiancamento del verde alle terapie psichiatriche”.

 

Foto Muratore