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Allarme siccità in Provincia di Cuneo. Bergesio: “La portata dei fiumi si riduce anche dell’80%”

Allarme siccità in Provincia di Cuneo. Bergesio: “La portata dei fiumi si riduce anche dell’80%”

 

«E’ una vera emergenza. Un Ferragosto di siccità grave per la nostra terra. Non possiamo perdere altro tempo, la popolazione è in forte sofferenza e la nostra agricoltura è in ginocchio. Servono un piano d’ambito e investimenti che permettano di garantire un servizio pubblico essenziale ai cittadini. E per le prese sui fiumi una riduzione immediata del deflusso minimo vitale come richiesto da oltre un mese». Così il senatore Giorgio Maria Bergesio, presidente Acque Irrigue Cuneesi, che raggruppa 18 Consorzi irrigui di secondo grado e 53 mila utenti, commenta la sempre più grave crisi idrica che quest’anno ha colpito in modo generalizzato tutta la Granda, persino le “terre alte”, una siccità considerata persino peggiore di quella, tragica, che devastò i campi nel 2017.

«Quest’anno sono mancati fino ad oggi più di 70 millimetri di acqua estiva ed oltre 140 millimetri persi in primavera. Dal 1877 ad oggi, a Cuneo siamo a metà della norma: 328 millimetri contro i 635 che dovremmo contare a Ferragosto. E come già accaduto negli scorsi anni, da fine giugno di giorno in giorno la portata di fiumi e torrenti si riduce, quest’anno in misura impressionante, anche fino all’80% in meno – spiega Bergesio –. Gli appelli di amministratori e associazioni di categoria non si contano più. La stessa Acda, l’Azienda Cuneese dell’Acqua, ha chiesto ai 108 Comuni che ne fanno parte un’ordinanza di divieto dell’uso di acqua potabile per scopi diversi da quelli alimentari e igienici. Eppure le richieste di aiuto sembrano cadere nel vuoto».

«Risale ormai al 2 luglio scorso la nostra richiesta di istituzione di un tavolo di lavoro provinciale sull’emergenza idrica. Ma fino ad ora nulla è stato fatto – afferma Bergesio –. Chiediamo alle istituzioni locali di attuare tutte le misure idonee per consentire un utilizzo ottimale dell’acqua sia per usi domestici che irrigui».

Bergesio conclude: «A nome degli oltre 53 mila utenti che rappresentiamo, chiedo a tutti coloro che possono intervenire di prestare un’attenzione finalmente adeguata al problema, che è ormai generalizzato in Granda, e di avviare una programmazione, basata anche sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, occasione che non va sprecata per progettare pochi invasi realizzabili ed avere la possibilità di un uso plurimo ai fini agricoli, sportivi e turistici».

 

Nella foto il Tanaro in secca