Asti, abbattuti due tigli pericolanti in corso XXV Aprile

Asti, abbattuti due tigli pericolanti in corso XXV Aprile

 

Sono stati abbattuti due esemplari di tiglio (Tilia x europaea) in corso XXV Aprile, in prossimità del distributore, all’incrocio con via Nogaro.

Nei giorni scorsi, in seguito a segnalazioni, è stata redatta da ditta specializzata una relazione contenente le risultanze delle analisi di controllo fitostatico eseguite il 9 agosto su alcuni esemplari arborei ubicati in Corso XXV Aprile: sono stati oggetto di valutazione fitostatica 10 esemplari di tigli, che costituiscono un tratto del filare arboreo che costeggia il corso.

Le analisi eseguite hanno condotto alla prescrizione di 2 abbattimenti, a causa degli estesi processi di decadimento e di degradazione del legno interno alle piante esaminate, mentre per gli altri esemplari è stato raccomandato un monitoraggio negli anni successivi.

«Vista quindi la pericolosità, si è deciso di intervenire in tempi rapidi per garantire la sicurezza dei cittadini e escludere rischi a cose o persone – afferma il sindaco Maurizio Rasero – soprattutto dato l’elevato flusso di traffico che passa sul corso».

L’assessore ai Lavori Pubblici Stefania Morra per rispondere a coloro che si chiedono quali tipi di controlli siano stati effettuati comunica che le indagini sono state svolte secondo la metodologia Vta, a cui è stata abbinata un’analisi strumentale integrativa, nei casi in cui lo si è ritenuto necessario. L’analisi Vra è una metodologia di analisi visiva dell’albero con cui si valutano i difetti presenti e la loro gravità, integrata, quando necessario, da un’analisi strumentale.

Le due piante per le quali è previsto l’abbattimento sono in classe D, ossia pericolosità estrema.

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito.

Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con Tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.