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San Paolo Solbrito, la Regione valuterà i requisiti del piano regolatore per il Polo logistico

San Paolo Solbrito, la Regione valuterà i requisiti del piano regolatore per il Polo logistico

 

“Sarà compito della Regione verificare la sussistenza dei requisiti necessari affinché si possa procedere a modifiche dell’attuale piano regolatore compresa la normativa di Vas” (Valutazione Ambientale Strategica).

Così il Vicepresidente Fabio Carosso ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Daniele Valle (Pd) che chiedeva se vi fosse una interlocuzione tra la Regione e la società Ruscalla Renato SpA in considerazione del fatto che i progetti presentati recano il logo della Regione Piemonte, le motivazioni che hanno portato alla scelta del sito di alto pregio agricolo, alla realizzazione di eventuali opere viarie supplementari per collegare il nuovo polo logistico, se vi sia stato il coinvolgimento dei Comuni limitrofi e in corso un procedimento di variante urbanistica sui terreni interessati.

“Al momento non abbiamo avuto alcuna interlocuzione con la società che ha presentato il progetto – ha aggiunto il vicepresidente – solo un semplice contatto durante un incontro esplorativo svoltosi in modalità telematica lo scorso 3 agosto 2020 organizzato dalla Provincia di Asti su istanza del Comune di San Paolo Solbrito”.

Quanto alle opere supplementari necessarie per collegare il polo alle grandi vie di comunicazione regionali, nel corso dell’incontro, è emersa la proposta di trasformare una strada comunale attualmente sterrata in una arteria per evitare il traffico “pesante” nel centro del paese e anche la realizzazione di una rotatoria da permettere il collegamento con la strada provinciale.

Rispetto a una eventuale variante del piano regolatore del Comune di San Paolo Solbrito alla Regione sono stati illustrati i diversi procedimenti eventualmente utilizzabili su iniziativa del Comune stesso. I funzionari regionali hanno evidenziato che un impegno di suolo così cospicuo dev’essere adeguatamente motivato trattandosi di suolo di prima classe indispensabile per l’uso agricolo mentre l’attuale normativa impone il rispetto del limite del 3% di incremento del consumo di suolo.