Gaia Spa: il rifiuto urbano è una risorsa

Gaia Spa: il rifiuto urbano è una risorsa

Se portiamo alla cantina uva con tante foglie, tralci, e impurità di ogni genere è difficile ottenere del buon vino. Quando si vendemmia si sta ben attenti a non lasciare impurità che “inquinino” il prodotto, penalizzino la resa e abbattano i prezzi.

Abbiamo scelto questo esempio, vicino alle nostre terre, per presentare il lavoro di Gaia Spa e per far capire ai lettori, da questo numero, quanto sia importante effettuare una corretta raccolta differenziata. Proveremo a scoprire quanto di solito è nascosto, invisibile agli occhi dei cittadini perché si svolge lontano dalle loro case: il recupero dei materiali presenti tra i rifiuti.

Il rifiuto organico: come si recupera?
I rifiuti organici, sono gli scarti di cucina, il materiale biodegradabile che giornalmente ognuno di noi produce. Innanzitutto dobbiamo sapere che diventerà compost, ossia ammendante per la coltivazione dei terreni.

Il compost ha notevoli proprietà (dà sostanza organica ai terreni, combatte la desertificazione, aumenta la ritenzione idrica –così serve meno irrigazione-, è ricco di sostanze nutritive…) ma allo stesso tempo ha dei parametri chimico-fisici molto rigidi: non possiamo coltivare le nostre terre con un prodotto scadente.

GAIA produce compost all’impianto di San Damiano d’Asti, riceve ogni anno 26 mila tonnellate di rifiuti organici esclusivamente dalla raccolta differenziata, sfalci e potature, e restituisce 6 mila tonnellate di compost di qualità, certificato dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori).

Da quest’anno il “Kompost” di GAIA è anche nel registro dei fertilizzanti per l’agricoltura biologica. E’ chiaro che se i rifiuti organici vengono a contatto con sostanze nocive (batterie, oli minerali) o sgradite (vetro, plastiche, ferro…) non consentono di avere un prodotto di qualità.

Rifiuto organico: c’è anche il “Fai da Te”

Esiste un altro modo di “smaltire” i rifiuti organici: l’auto-compostaggio. In Provincia di Asti sono state distribuite circa 25 mila compostiere domestiche perciò invece di portare i rifiuti organici all’impianto, i rifiuti vengono trasformati direttamente a casa propria. Anche qui è evidente come sia importante stare attenti a cosa si inserisce nella compostiera se poi vogliamo concimare l’orto di casa.

Questa pratica comporta grandi benefici: non viaggiano camion per raccogliere i rifiuti, si risparmiano i costi di trattamento all’impianto di compostaggio, si ottiene del fertilizzante invece di andare a comprarlo, non si consumano risorse vergini per ottenere concimi “nuovi”.

Rifiuto organico: l’iniziativa “ScartoZero”
L’importanza di effettuare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti organici è riconosciuta al punto di avviare “ScartoZero”, un progetto di autocompostaggio pensato e realizzato dalla Casa di reclusione di Quarto-Asti, da GAIA, il Comune di Asti e ASP, e siglato con un protocollo d’intesa l’11 aprile 2017.
L’obiettivo è attivare la raccolta differenziata all’interno della casa di reclusione, concentrando in particolare l’attenzione sulla raccolta dell’organico e finalizzato ad ottenere compost di qualità da utilizzare nelle aree verdi e l’orto presenti nella struttura carceraria.
GAIA collaborerà ad istruire alcune persone all’interno della struttura, per realizzare l’“autocompostaggio” dei rifiuti organici prodotti da 300 persone (la popolazione all’interno del carcere), che equivale al numero di abitanti di un paesino della provincia astigiana. Una grande sfida che se andrà a buon fine, produrrà compost di qualità e quindi adatto a fertilizzare i circa 2 ettari di terreno coltivati a orto e frutteti, che già oggi vengono coltivati all’interno del carcere.