Che il Tartufo Bianco d’Alba resti tale: no al cambio di dizione!

Che il Tartufo Bianco d’Alba resti tale: no al cambio di dizione!

Venerdì 21 aprile il Consiglio comunale di Alba ha approvato all’unanimità l’Ordine del giorno “Norme in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo”.
Un documento corale firmato da maggioranza  ed opposizione per dire “no” alla sostituzione  delle denominazioni  “Tartufo Bianco d’Alba o di Acqualagna” del Tuber magnatum Pico con la generica dizione “Tartufo bianco” e del “Tartufo Nero di Norcia e di Spoleto” con “Tartufo nero”,  come  presente nel Testo unificato (C. 898 Faenzi e C. 1049 Fiorio) adottato come testo base il 28 marzo 2017 per il prosieguo delle audizioni e dell’esame del provvedimento legislativo elaborato dal Comitato ristretto della Commissione Agricoltura della Camera.
Secondo i membri del Consiglio, il testo base “non affronta la modifica del sistema fiscale applicato alla commercializzazione dei prodotti agricoli spontanei come il tartufo da parte dei raccoglitori non professionali secondo le proposte elaborate al tavolo di filiera presso il MIPAAF che favorirebbero emersione e tracciabilità”.
Inoltre,  “non prevede nel calendario nazionale di raccolta almeno un mese di fermo ecologico della raccolta” e “consente la detenzione da parte delle industrie di specie asiatiche per la trasformazione in prodotti a base di tartufo con il rischio di perdita della biodiversità per inquinamento da spore di specie non autoctone”. Oltre a ciò, sostituisce i nomi ormai brand con una definizione generica.
Scritto ciò, con la consapevolezza della necessità di una legge sulla tutela e la valorizzazione dei tartufi e dell’ambiente naturale in cui si riproducono, l’Ordine del giorno chiede al Sindaco e alla Giunta di contrastare le impostazioni richiamate sensibilizzando i Parlamentari piemontesi, il Ministro Martina e il vice-Ministro Olivero”
Chiede, inoltre, al Sindaco di “chiedere alla Commissione Agricoltura della Camera un’audizione di una delegazione rappresentativa del nostro territorio”. Chiede al Presidente del Consiglio di trasmettere il documento alla Commissione Agricoltura della Camera e a tutti i Sindaci di Langhe e Roero proponendo l’assunzione di analoghi ordini del giorno.
Le azioni richieste sono già partite e sabato 22 aprile il documento è stato inviato ai Sindaci di Langhe e Roero, con una lettera del Sindaco Maurizio Marello che invita i colleghi all’assunzione di analoghi ordini del giorno.

«Di una nuova legge sul tartufo si discute da tempo – ha spiegato in Consiglio il Sindaco di Alba Maurizio MarelloÈ una necessità su un mondo cresciuto molto dopo l’avvento dell’industria di trasformazione. C’è da considerare l’aspetto fiscale, la tracciabilità, la difesa di un prodotto italiano. Inoltre, il tartufo è un prodotto rilevante dal punto di vista economico in un mondo variegato in cui è difficile fare sintesi. Abbiamo avuto diversi incontri a Roma.  Qualche settimana fa ho inviato una lettera sull’argomento al Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ed al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. L’8 maggio prossimo gli esponenti del nostro Centro Nazionale Studi Tartufo saranno ascoltati dalla Commissione Agricoltura. Il nostro tartufo è conosciuto e rinomato come Tartufo bianco d’Alba. Noi difendiamo il nostro brand costruito faticosamente nel tempo.  Spero che il mondo della politica abbia un sussulto forte nel difendere un marchio di qualità italiano. Intanto ringrazio il Consiglio comunale che ha colto la necessità e l’urgenza di questo provvedimento».