Vendemmia 2017: precoce ma di qualità

Vendemmia 2017: precoce ma di qualità

Ad inizio ottobre i filari di Nebbiolo erano già privi dei grappoli per la vendemmia, conseguenza di un’annata calda e scarsa di precipitazioni che ha portato ad una raccolta precoce per tutti i vitigni. Il 2017 si presenta con un tasso alcolico importante e minor quantità, ma la qualità non manca per le maggiori denominazioni.

Nel 2006 per il mercato cinematografico è stato prodotto il film “Un’ottima annata” dedicato alla vendemmia in una fantomatica azienda agricola. Partendo da questo ricordo vitivinicolo per l’annata 2017 possiamo parlare di “Un’annata particolare” che, nonostante le bizzarìe del tempo, ha permesso di portare in cantina grappoli d’uva sani per produrre un vino di qualità che, per le denominazioni da invecchiamento, potrà dire la sua in prospettiva.
La zona di produzione nelle nostre due Province è molto estesa e riguarda molti vitigni: 10 tutelati dal Consorzio Barolo-Barbaresco-Alba-Langhe e Dogliani, 9 Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, 1 tra il Consorzio dell’Asti e l’Ass. Produttori di Moscato d’Asti.
20 denominazioni ufficiali tra DOC e DOCG che, con destini alterni, si presentano sul mercato in complesso in modo positivo.
Vediamo come è stato il 2017, partendo dal tempo: durante il periodo di riposo invernale, le nevicate sono state poche, mentre la primavera ha portato pioggia e temperatura sopra la media. La crescita della fase vegetativa è stata anticipata ed ha tenuto durante l’anno.
Ma ad aprile il brusco calo delle temperature ha causato zone di gelo a “macchia di leopardo” ma nel complesso i danni sono stati contenuti.

ZONA BAROLO – BARBARESCO – LANGHE – ROERO

La comunicazione ufficiale del Consorzio di “Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani” incentra la riflessione sui seguenti punti: il clima con temperature elevate, scarse precipitazioni, qualità più che buona : «L’annata viticola 2017, sarà ricordata per l’andamento climatico caldo ed in modo particolare per le scarse precipitazioni. L’inverno è stato mite con poche nevicate, mentre la primavera è stata contraddistinta da alcune piogge e da temperature sopra la media stagionale che hanno ulteriormente favorito lo sviluppo vegetativo della vite, che sin da subito si è dimostrato anticipato e che si è mantenuto per il prosieguo della stagione. Sul finire del mese di aprile su tutta l’Italia si è registrato un brusco abbassamento delle temperature, specialmente nelle ore notturne, causando danni da gelo che però, nelle Langhe, hanno interessato unicamente i fondovalle e le parti più fresche dei versanti collinari. Dal mese di maggio è iniziato un lungo periodo di bel tempo dovuto al passaggio di numerosi anticicloni. La situazione metereologica si è stabilizzata, garantendo ottime condizioni per quanto riguarda l’aspetto fitosanitario per il quale non si segnalano particolari problemi legati alla gestione del vigneto. Le temperature massime registrate durante i mesi estivi sono state sopra la media come del resto in tutta Italia, ma a differenza di altre annate calde, abbiamo avuto notti più fresche.
Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre le tanto attese piogge hanno portato ad accumulare 25 mm di acqua che è servita per riequilibrare in parte la dotazione idrica degli acini ormai abbondantemente invaiati. A partire dalla prima settimana di settembre le temperature sono scese sensibilmente e si è potuto notare un andamento più vicino alle medie stagionali con sbalzi termici importanti tra il giorno e la notte. A giovare maggiormente di questa situazione è stato il profilo polifenolico delle uve a bacca nera a ciclo vegetativo medio – lungo, come il Nebbiolo e la Barbera, che hanno fatto registrare dati che differiscono rispetto ad altre annate “calde”. Infatti quest’anno si osservano valori migliori sia in termini di quantità, ovvero di accumulo di antociani e tannini, sia in termini di estraibilità, fattore quest’ultimo essenziale sui vini ad invecchiamento. Anche dal punto di vista della durata del ciclo vegetativo della vite si notano molte differenze con altre annate precoci, infatti quest’anno il periodo che intercorre tra il germogliamento e la maturazione tecnologica, seppur anticipato è comunque stato in media di 185 giorni, mentre nelle altre annate simili si aggirava attorno a 170 contro i 200 delle annate considerate “tardive”. In sintesi è stata sì un’annata anticipata, ma la vite ha comunque potuto compiere il suo sviluppo in modo completo. Per quanto riguarda i principali componenti del vino, va fatto notare che le gradazioni alcoliche, seppur importanti, non sono fuori dalla media, specialmente su vini a base Dolcetto e Nebbiolo, questo molto probabilmente perché la vite ha interrotto i suoi processi metabolici nel periodo più caldo, arrivando ad una vendemmia anticipata ma con valori nella norma. Inoltre si è registrato un buon livello di pH, mentre l’acidità totale è risultata inferiore, riduzione da ricondursi ad una minore quantità di acido malico questo a comprovare l’ottimo grado di maturazione dei frutti. Si è rilevata una minore resa quantitativa nel vigneto, dato in linea con un’annata dove le precipitazioni sono scarse, con grappoli che alla raccolta hanno presentato acini turgidi con una percentuale mosto – bucce nella media. In base a quanto rilevato possiamo sicuramente ricordare quest’annata come una delle più precoci degli ultimi anni, visto che la raccolta dei nebbioli è iniziata nella seconda decade di settembre e si è conclusa all’inizio di ottobre, con un anticipo di circa due settimane rispetto alla norma.La vendemmia 2017, si congeda lasciandoci vini di grande prospettiva, rispetto ai timori di inizio estate, confermando ancora una volta la grande vocazione e adattamento della viticoltura nelle colline delle Langhe».

ZONA DEL MOSCATO

L’Associazione Produttori di Moscato d’Asti riassume così la situazione di questa annata: «Il clima purtroppo ha portato ad un calo di produzione del Moscato d’Asti di circa, in alcuni casi anche del 30%, con alcuni produttori che hanno faticato a raggiungere gli 80 quintali canonici a ettaro. Qualitativamente il prodotto è buono: le uve erano sane, ma l’aver raccolto dopo il 21 agosto ha portato a gradazioni eccessive. Dico questo pensando soprattutto alla parte industriale.  Speriamo che in generale questo tipo di annate non diventino la norma, in una situazione in cui il clima è cambiato parecchio negli ultimi decenni: quando io ero piccolo il Moscato si raccoglieva anche ad inizio ottobre…
Nel complesso sarà una buona annata con un Moscato aromatico. Sono un po’ perplesso su come si sta comunicando questa tipologia di vino nel mondo: ad esempio la tipologia Asti ha perso 30 milioni di bottiglie, frutto di scelte non proprio felici da parte della governance del Consorzio. Fare coincidere i voleri dell’industria con quelli dei privati non è mai facile. Ora speriamo che l’Asti Secco, prodotto molto buono, possa aiutare a risalire, e che sia accompagnato da una comunicazione ed una sensibilizzazioni migliori».
Dal Consorzio per la Tutela dell’Asti DOCG, si parla di un’annata non facile ma dalla buona qualità aromatica: «E’ stata un’annata tormentata in cui gelo e grandine non hanno risparmiato alcuni produttori. In generale la quantità è scesa almeno dal 10 al 20%, e la siccità ha colpito tutti ed ha portato ad una maturazione alquanto precoce. Lo zucchero sopra la media unito alla sanità dei grappoli ha portato ad ottenere un vino molto profumato ed aromatico, preservando la qualità di questo particolare prodotto. Speriamo che presto possa piovere e nevicare per ripristinare la riserva idrico del terreno, dal quale le viti prendono il loro sostentamento.
A livello di mercato siamo nel momento clou in cui si chiudono le spedizioni per le Festività e, nel complesso, il Moscato d’Asti ha finora fatto registrare una crescita del 10%, mentre l’Asti è stabile.
L’Asti Secco inizia a essere imbottigliato ed aspettiamo il 2018 per una graduale distribuzione in una fascia di mercato medio-alta.
Dalla seconda metà di novembre sul territorio locale e su quello nazionale partiranno diverse iniziate rivolte alla conoscenza dell’Asti Secco, secondo una nuova strategia in termini di comunicazione e di mercato».