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A causa del clima pazzo il prezzo della fruttà è cresciuto dell’11,1%

A causa del clima pazzo il prezzo della fruttà è cresciuto dell’11,1%

 

Salgono i prezzi al consumo della frutta con un balzo dell’11,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per effetto del clima pazzo che, tra gelate tardive, siccità, nubifragi e grandinate, ha pesato sui raccolti e ridotto le disponibilità sui mercati. Il risultato rilevato da Coldiretti è la perdita a livello nazionale di più un frutto su tre, dalle pesche e nettarine (-28%) alle albicocche (-58%) fino alle ciliegie, con il conseguente aumento dei prezzi al dettaglio.

L’auspicio di Coldiretti è che l’aumento dei prezzi riguardi anche quelli riconosciuti ai produttori agricoli, senza speculazioni al ribasso: «Ci auguriamo che l’aumento in atto vada, almeno in parte, a compensare le perdite subite dai nostri agricoltori per il maltempo e ad incrementare quanto a loro riconosciuto, poiché, come abbiamo più volte evidenziato, sono anni che lavorano sotto i costi di produzione con gravi diminuzioni di reddito che stanno rendendo la situazione insostenibile» dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.

In un momento difficile per l’economia e l’occupazione nazionale il consiglio di Coldiretti è di acquistare prodotto italiano e sostenere la campagna #MangiaItaliano.

«Per non cadere nell’inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy – sottolinea Moncalvo – è importante verificare sempre l’origine nazionale in etichetta, che è obbligatoria per la frutta e verdura; garanzia di sicurezza in tal senso è acquistare presso i mercati o i punti vendita aziendali Campagna Amica. Infine, è importante intensificare i controlli per combattere frodi, inganni e speculazioni».