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Asti punta sul Turismo delle radici e invita gli Astigiani nel mondo

Asti punta sul Turismo delle radici e invita gli Astigiani nel mondo

 

“Identità e sentimento” questi gli ingredienti che caratterizzano il “turismo delle radici “, una forma di turismo che permette al viaggiatore di vivere un’esperienza più profonda in cui scoprire qualcosa che gli appartiene, che fa parte di lui come la memoria delle sue origini, dei suoi antenati e della terra che lo ha visto crescere.

Segmento turistico su cui l’assessore Mariangela Cotto, che ai “Piemontesi nel mondo” ha dedicato molta attenzione con viaggi e iniziative di sostegno, vuole puntare l’attenzione per non disperdere questo patrimonio di legami e tradizioni, «per ricordare – spiega – che abbiamo parenti che forse ignoriamo, volti dietro indirizzi e calligrafie ad inchiostro su buste ingiallite,per girare e riscoprirele fatiche di ieri con la fortuna di avere radici».

Facendo riferimento a dati dell’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) al 25/06/2020 risultano 3.748 astigiani che hanno dimora all’estero sparsi in 84 paesi. Alcuni dati rilevanti in Europa sono rappresentati dalla Francia con 611 presenze (16,30%) e dalla Germania con 365 presenze (9,74%); mentre nelle Americhe, l’Argentina raggiunge 741 presenze (19,77%) e gli Stati Uniti d’America raggiungono 176 presenze (4,70%).

«L’iniziativa “astigiani nel mondo” – afferma l’assessore al Turismo Loretta Bologna – si rileva quanto mai utile ed appropriata in un periodo così difficile per il turismo, consentendo di ricreare un clima di colleganza e di amicizia in cui vivere Asti,città d’arte ed importante centro vitivinicolo e di eccellenze enogastronomiche, come “The home of Buon Vivere” proposta turistica che nessuno meglio degli astigiani sparsi in tutto il mondo è in grado di apprezzare».

«A sostegno dell’iniziativa gli uffici dell’anagrafe – dichiara l’Assessore Renato Berzano – si renderanno disponibili alla ricerca genealogica rintracciando le affinità e le relazioni parentali, attraverso lo screening dei documenti che ne testimoniano i modi di vita, il grado di istruzione, i luoghi dove essi hanno abitato e hanno trascorso la loro esistenza, le professioni e i mestieri che hanno esercitato».

Tra le numerose forme di turismo un posto di rilievo è occupato dal “turismo delle radici” –sottolinea il sindaco Maurizio Rasero – ed è un’opportunità che Asti non deve trascurare perché funzionale allo sviluppo economico del nostro territorio, e con l’occasione «invito tutti gli astigiani all’estero ad usufruire di questa opportunità per creare una rete sempre più ampia e una maggiore iscrizione all’Aire al fine di creare un incontro tra passato e presente».

 

Nella foto piazza San Secondo ad Asti