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Asti, i Vigili del fuoco partecipano a test sierologici per il Covid-19

Asti, i Vigili del fuoco partecipano a test sierologici per il Covid-19

 

Venerdì 31 luglio è stato sottoscritto il protocollo operativo per disciplinare l’effettuazione dei test seriologici al personale permanente, volontario e amministrativo della Direzione e dei comandi dei Vigili del fuoco di Torino, Asti e Verbania, rappresentati dai rispettivi comandanti.

L’accordo è stato firmato presso la sede della Direzione regionale dei Vigili del fuoco per il Piemonte dal direttore Antonio La Malfa e dal Commissario della Asl Città di Torino, Carlo Picco. Hanno aderito volontariamente allo screening 800 unità che, appartenendo alle categorie che più sono state esposte al contagio, permetteranno di avere una misura sempre più precisa della circolazione del virus sul territorio regionale.

Visto che i Vigili del fuoco sono un comparto strategico per la difesa e la sicurezza della popolazione, occorre mantenere alta la vigilanza sulle condizioni fisiche dei lavoratori che ne compongono la struttura organizzativa. Il test seriologico, infatti, permette di rilevare un’eventuale positività agli anticorpi di tipo IgG che si sviluppano dopo 15-21 giorni dall’infezione di Sars-CoV2, responsabile della polmonite Covid-19.

Il test viene effettuato su soggetti asintomatici, non sostituisce il tampone ma fornisce informazioni complementari attraverso il prelievo venoso. Qualora l’esame rilevi una positività agli anticorpi IgG, il soggetto viene considerato “sospetto” di infezione e il laboratorio di analisi lo segnala al medico di famiglia e lo pone contestualmente in isolamento fiduciario, in modo da consentire alla sanità pubblica di attivare rapidamente le necessarie misure di prevenzione. Nell’arco delle successive ventiquattr’ore viene eseguito il tampone rino-faringeo. Se anche quest’ultimo risultasse positivo, l’isolamento si trasforma in quarantena e si procede all’indagine epidemiologica completa da parte del Servizio di Igiene e Prevenzione per la ricerca di ulteriori contatti e la disposizione di altre quarantene. Il progetto ha avuto il benestare dell’Ufficio di Coordinamento delle Attività Sanitarie e di Medicina Legale dei Vigili del fuoco.