Asti, il Festival delle Sagre celebra il mondo contadino

Asti, il Festival delle Sagre celebra il mondo contadino

 

Nel fine settimana compreso fra l’8 e il 9 settembre torna ad Asti il Festival delle Sagre, una manifestazione unica nel suo genere, una vera e propria rievocazione del mondo contadino fra Ottocento e Novecento. Migliaia di persone accorrono ogni anno per respirare l’atmosfera dell’antico mondo contadino presente nel corso dell’evento giunto alla 45ª edizione.

Il 9 settembre sarà la vera e propria giornata del festival che prenderà il via alle 9.15 con la sfilata storica nelle vie di Asti animata da circa tremila figuranti in costumi d’epoca, a piedi, su carri trainati dai buoi oppure da pesanti trattori “a testa calda”. Ogni paese, con la sua pro loco, porta in piazza il lavoro nei campi, i mestieri, le feste contadine insieme ai riti religiosi: dalla vendemmia al battesimo, dalla battitura del grano alla festa di leva. I gruppi partecipanti propongono ognuno un tema preciso. Ad accompagnare la sfilata si saranno i “Frustatori” di Rocchetta Tanaro con il Gruppo “I controcorrente”, le bande musicali di Costigliole e Villafranca e “Ji Arliquato”. La partenza è fissata alle 9.15 di domenica 9 da piazza Marconi, si prosegue successivamente lungo via Cavour, piazza Statuto, piazza San Secondo, via Gobetti, corso Alfieri, piazza Alfieri, corso Alfieri nuovamente, piazza I° Maggio, via Calosso, viale alla Vittoria, via F.lli Rosselli, corso G. Ferraris per rientrare in piazza Campo del Palio.

Alla conclusione della sfilata, nel Campo del Palio, intorno alle 11.30, decine di casette, una per ogni Pro loco disegnano i confini del villaggio, un luogo stupefacente che nasce e svanisce insieme alla manifestazione, composto appunto da casette on miniatura (che sarebbe davvero riduttivo definire stand), si tratta di piccole cascine-ristorante in miniatura costruite le une accanto alle altre con tavoli, panche e dehors. Sono realizzate in mattoni o in legno, con scrupolosa attenzione per i dettagli in modo da riprodurre fedelmente le antiche abitazioni, osterie, locande, rustici con tanto di fienile, botteghe, forni; hanno coperture in autentici coppi, vere grondaie, finestre e ringhiere. Qui nulla è lasciato al caso, tutto è preparato con cura perché le strutture rispondano nel migliore dei modi alle esigenze di comfort e di funzionalità, degli ospiti, rappresentando nel contempo la migliore celebrazione del mondo contadino del Festival. Anche le soluzioni adottate per gli interni appaio credibili. Si può trovare il pavimento in cotto d’epoca, il portone a pannelli intagliati, i centrini e i paralumi fatti a mano, le tendine ricamate, grandi ritratti ovali dei nonni appesi alle pareti, madie dell’Ottocento, sedie e tavoli lucidi e profumati, la credenza austera al buffet con le antine dai vetri colorati. Non possono mancare gli attrezzi agricoli del passato come gioghi, tridenti, rastrelli, zappe e roncole, setacci, paioli, pentole, botti, tini, bigonce e torchi, arcolai, fusi e rocche, bordature e finimenti per cavalli, insieme a addobbi naturali come tralci di vite e grappoli d’uva, trecce d’aglio, collane di cotechini, ceste di peperoni, vasi di fiori e pannocchie di granoturco. Questo villaggio può arrivare a ospitare anche 200.000 persone, venute appositamente ad Asti, da tutta Italia e dall’estero per gustare le prelibatezze del festival.

Ogni Pro loco propone il suo piatto, sapientemente preparato dai tanti cuochi coinvolti per uno dei banchetti più appetitosi che possano capitare con ben 80 portate disponibili, divisi tra antipasti, primi, secondi e dolci.

Naturalmente sono proposte solo ed esclusivamente ricette tradizionali, tramandate di generazione in generazione e cucinate con materie prime provenienti dal territorio. Tagliatelle, Agnolotti, risotti, e polente in tanti abbinamenti. I secondi celebri della tradizione monferrina: bolliti, fritto misto, bagna cauda e tanti piatti purtroppo scomparsi dai menu dei ristoranti: fra questi la “puccia” (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli e condita con burro e formaggio) oppure il “baciuà”, zampino di maiale lessato, aromatizzato nell’aceto e fritto. Il festival rappresenta un’occasione unica per gustare prelibatezze rare per chi non vive sul territorio.

I piatti di dolci sono solitamente oltre trenta: si va dalle creme ai biscotti, dal bunet alle torte fatte come una volta.

Il giorno prima, sabato 8 settembre è in programma una gustosa anteprima, con le pro loco che servono le loro specialità gastronomiche.

Giuliano De Giovanni, presidente dell’Unpli Piemonte (Unione nazionale Pro loco d’Italia), accompagnato da Luisella Braghero Presidente Unpli Asti e Bruno Verri Consigliere nazionale Unpli, ha illustrato «il grande lavoro di coinvolgimento delle 41 Pro loco organizzate dalla Camera di Commercio di Asti per un evento unico capace di trasmettere al pubblico una grande emozione fatta di cultura, sapienza e sapori della tradizione».

Vincenzo Severino Presidente della sezione Aisla (Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica) di Asti ha annunciato l’importante presenza dei propri volontari con uno spazio dedicato, che garantirà anche quest’anno la partecipazione al Festival alle persone con disabilità.

Confermata da Unpli l’assegnazione del “Premio speciale” per la sfilata della rievocazione. I premi per il festival si arricchiscono inoltre di un riconoscimento dell’“Accademia Italiana della cucina” intitolato al gastronomo Giovanni Goria.

Il villaggio gastronomico è aperto al pubblico sabato 8 settembre dalle 18.30 alle 23.30 (solo i dolci verranno serviti fino alle 24) e domenica 9 dalle 11.30 alle 22.

 

Foto: Camera di Commercio di Asti