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Asti, la città vuole entrare nell’area di produzione dell’Asti

Asti, la città vuole entrare nell’area di produzione dell’Asti

 

Nelle scorse settimane il consorzio dell’Asti docg ha nominato il nuovo direttore Giacomo Pondini che aveva già diretto il consorzio del Brunello e quello del Morellino di Scansano.

Il sindaco Maurizio Rasero, nel complimentarsi per la sua recente nomina ed augurargli buon lavoro, conferma la disponibilità dell’Amministrazione a fare gioco di squadra per la promozione del territorio e dei suoi prodotti a partire proprio dall’Asti docg in modo da riconoscere Asti come un punto di riferimento nazionale per la viticultura, come sostenuto proprio dal dott. Pondini in una recente intervista.

Il primo cittadino ricorda tuttavia che Asti è esclusa dalla zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini docg “Asti” delimitata ai sensi art. 3 Disciplinare di Produzione dei Vini docg “Asti” approvato con Decreto del Ministero del 9 luglio 1967 e modificato con decreto ministeriale del 17 febbraio 2015 e che pertanto nel territorio urbano non si può produrre l’“Asti”.

Sarà sicuramente più credibile la promozione di Asti come Capitale del Vino nel momento in cui anche al territorio urbano verrà consentito di produrre un vino, venduto in milioni di bottiglie in giro per il mondo, proprio con il nome della nostra amata Asti.