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Asti, il Comune sostiene l’assistenza all’autonomia anche nella didattica a distanza

Asti, il Comune sostiene l’assistenza all’autonomia anche nella didattica a distanza

 

L’emergenza epidemiologia da Covid-19 e le conseguenti azioni di contrasto adottate, hanno determinato la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado.

Il Comune di Asti ha ritenuto, in questo periodo di emergenza, di assegnare ore di assistenza “a distanza” agli alunni con disabilità certificata che durante l’anno scolastico fruiscono delle ore di assistenza all’autonomia ed alla comunicazione.

Si è pertanto voluto ripensare la modalità di erogazione di un servizio non obbligatorio, nella convinzione che possa concorrere in modo significativo alla formazione dei bambini/ragazzi con disabilità, convinti che lo stesso sia particolarmente importante in questo periodo di allontanamento forzato degli alunni dalla quotidianità delle attività scolastiche; attività che talora vengono svolte con nuove modalità come quella della didattica on line che possono richiedere supporto e assistenza da parte di una terza persona, di norma un famigliare.

L’Rti Vedogiovane, a cui è affidato il servizio, verificherà con le scuole la fattibilità di azioni a supporto degli interventi di didattica a distanza avviati dalla scuola, per poterli implementare e ottimizzare con l’attività delle assistenti alle autonomie che verranno svolte quasi esclusivamente nella modalità “a distanza”.

Il servizio di assistenza scolastica specialistica per l’autonomia e la comunicazione personale è rivolto agli allievi diversamente abili psico-fisici o sensoriali, con disabilità gravi e gravissime, nonché pluriminorati, frequentanti le scuole statali della città di Asti.

Il sindaco Rasero e l’assessore Pietragalla commentano positivamente l’iniziativa, sostenendo ogni progetto che possa aiutare gli studenti con disabilità e le loro famiglie, attraverso misure di accompagnamento e di supporto, al fine di alleviare le difficoltà vissute in questo periodo di sospensione della didattica in presenza.

Intanto i dati epidemiologici relativi a ieri, domenica 26 aprile sul territorio della Regione Piemonte, forniti dall’Unità di crisi, indicano in 4255 i pazienti guariti, (195 in più rispetto al giorno prima): 384 (+37) in provincia di Alessandria, 156 (+3) in provincia di Asti, 199 (+13) in provincia di Biella, 467 (+11) in provincia di Cuneo, 359 (+10) in provincia di Novara, 2160 (+102) in provincia di Torino, 221 (+15) in provincia di Vercelli, 252 (+2) nel Verbano-Cusio-Ossola, 57 (+2) provenienti da altre regioni. Altri 2300 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

Sono stati 56 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19”. Il totale è ora di 2859 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 533 ad Alessandria, 147 ad Asti, 155 a Biella, 226 a Cuneo, 248 a Novara, 1.258 a Torino, 154 a Vercelli, 108 nel Verbano-Cusio-Ossola, 30 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

Infine sono 24.910 (+361 rispetto al giorno precedente) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 3.218 in provincia di Alessandria, 1.442 in provincia di Asti, 946 in provincia di Biella, 2.394 in provincia di Cuneo, 2.213 in provincia di Novara, 12.235 in provincia di Torino, 1.091 in provincia di Vercelli, 992 nel Verbano-Cusio-Ossola, 226 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 153 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 217 (-20 rispetto al giorno prima). I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.827 (-16); le persone in isolamento domiciliare sono 12.452; i tamponi diagnostici finora eseguiti sono 137.069, di cui 72.642 risultati negativi.