Asti, un 25 Aprile “a distanza, ma insieme”

Asti, un 25 Aprile “a distanza, ma insieme”

 

Quest’anno il 25 Aprile, la Festa della Liberazione, arriva in uno scenario eccezionale con gli astigiani ancora nel pieno della quarantena per l’emergenza COVID-19.

Con una lettera indirizzata al Presidente della Provincia, al sindaco ed ai dirigenti degli uffici pubblici della Provincia, il Prefetto Alfonso Terribile ha comunicato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto per sabato 25 aprile il consueto imbandieramento civile degli edifici pubblici con le bandiere italiana ed europea. Sugli edifici già quotidianamente imbandierati potranno essere esposti ulteriori esemplari della bandiera nazionale e di quella europea. In ragione dei provvedimenti restrittivi, quest’anno non si terrà la tradizionale deposizione all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica, né sono previste cerimonie coordinate dai Prefetti. Eventuali iniziative di deposizione di corone presso i monumenti ai caduti da parte di istituzioni territoriali o locali dovranno prevedere la presenza della sola Autorità deponente, evitando il coinvolgimento di altre autorità o formazioni militari e comunque escludendo qualsiasi forma di assembramento della popolazione.

Il sindaco Maurizio Rasero ha aderito nei giorni scorsi all’iniziativa della Provincia di Asti denominata “25 aprile: a distanza, ma insieme” per ricordare il 75° anniversario della Liberazione ognuno nel proprio comune, ma contemporaneamente nello stesso giorno sabato 25, alle 11 leggendo, ad alta voce, la poesia “Una sera di sole” e, nel contempo, deporrà un omaggio floreale alla stele in memoria della Resistenza al Bosco dei Partigiani.

La poesia è stata scritta da un giovane prigioniero del campo di concentramento di Terezin (Repubblica Ceca) in cui, tra il 1941 e il 1945, furono rinchiusi 15 mila bambini e adolescenti ebrei (250 vi nacquero, mentre gli ultra14enni vennero impiegati nel lavoro coatto). A migliaia furono poi deportati nei lager di Auschwitz e Treblinka. È stata scelta questa poesia per ringraziare chi si è battuto per la libertà e per ricordare il sacrificio di chi l’ha persa per sempre, ovunque sia successo.

Il sindaco nel ringraziare tutti i cittadini per quello che stanno facendo in questo difficile momento, chiede a tutti gli astigiani di ritrovarsi idealmente, ognuno dalla propria abitazione, sabato alle 11 per celebrare tutti insieme la festa della Liberazione leggendo la poesia “Una sera di sole”: In una sera di sole, sotto l’azzurro del cielo, sotto le gemme fiorite di un robusto castagno, me ne sto seduto nella polvere del cantiere. E’ un giorno come ieri, un giorno come tanti. […] Ogni cosa fiorisce e senza fine sorride. Vorrei volare, ma come, ma dove? Se tutto è in fiore, oggi mi dico, perché io non dovrei? E per questo resisto! (Anonimo, 1944)